OASI

Eretica, la poesia sgomenta nel venerare la ruggine che aggruma sulla meccanica dei giorni.  Per antichi cunicoli giunge a me nello stridere delle ore imbrigliate.

E danza, in punta di piedi, su una tabella pivot, sul trillo scabro del telefono, sulla logorrea di una voce impettita.

Maleficio o benedizione, cosa ti porta fino a queste parole di grafite? Un’oasi: il tempo di un verso, di un bacio proibito. Tra il consueto e il divino, effimera l’eternità. 

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