Un giorno, madre, mi saprai perdonare. Ne sono certa. Lo farai. Sorridendo, spero. Oggi che vado, senza preavviso, lo comprendo, non riesci a fartene una ragione. Piangi. Nemmeno io lo avrei immaginato, alla mia età, di essere in grado di saper prendere il volo in questa maniera, così leggera, come se non avessi fatto altro che prepararmi a questa evoluzione.
Padre, ti chiederei di sostenerla, di darle coraggio. Ma a te chi ti sostiene? E chi ti farà assuefare all’idea della mia assenza? Tienila stretta la mamma. Questo lo sai fare. Quante volte lo hai fatto con me. Le tue braccia robuste sono la miglior medicina che abbia mai somministrato alle mie giovani paure.
Mi mancherete. Non prendiamoci in giro. Me ne vado a malincuore. Se avessi potuto, non vi avrei mai lasciati quaggiù senza di me. Mi si strugge il cuore. Ma si è fatto tardi. Vi ho amati. Sempre. E non permetterò che questa distanza possa farmi smettere di farlo. Vi amerò, d’ora in poi, per l’eternità.