Scendere sotto la linea del tempo. Sottometterlo alla velocità che il ghiaccio infonde alle tue lame. Le gambe appaiono lunghissime, incedono composte e leggere nella sinusoide che tracci con teodolitica matrice. Il metallo pare sfiorare la lastra sulla quale imprimi forza e dinamica, accelerazione e assetto. Scivoli oltre il tempo. Ed è d’oro lo spazio che imponi tra la tua incontenibile gioia e un mortificato Chronos.